Tsipras parte dal sud


Pubblicato il 4 apr 2014

L’Altra Europa. Il leader di Syriza torna in Italia e lancia la campagna elettorale a Palermo ricordando Falcone e La Torre. Attacco alla socialdemocrazia francese di Hollande «che assomiglia sempre più alla destra», e all’Europa imposta da Angela Merkel: «L’euro non deve ricattare il meridione». La replica a Alfano che vuole blindare le frontiere

E’ un caso che Ale­xis Tsi­pras abbia scelto Palermo per la sua unica tappa ita­liana? E’ un caso che il luogo che l’ha ospi­tato, la sede di un’associazione cul­tu­rale, si chiami Bio­tos? No, nel capo­luogo sici­liano il lea­der di Syriza ha rico­no­sciuto il posto in cui le peg­giori con­di­zioni per vivere (come nella sua Gre­cia) diven­tano le con­di­zioni migliori per ripor­tare in vita la poli­tica. In una delle città più disam­mi­ni­strate d’Italia, Tsi­pras rilan­cia la «Que­stione meri­dio­nale», parla di quel Sud dell’Europa che la miope poli­tica di Ber­lino e Fran­co­forte intende punire per la sua povertà, ancor più che per i suoi errori.

Il lea­der greco lan­cia la cam­pa­gna elet­to­rale della lista «L’altra Europa» e lo fa pre­sen­tan­dosi non come un «cal­cia­tore acqui­stato per il cam­pio­nato in corso» ma come guida di una sini­stra che vuole ricor­dare all’Europa dei 28 che il pro­cesso di inte­gra­zione non può pie­garsi alle logi­che del pro­fitto e dei ban­chieri, ma deve con­ti­nuare sulla strada dei diritti per un Con­ti­nente dei popoli, non dei popu­li­smi, né dell’austerity.

Alle poli­ti­che dell’area Shen­gen, che garan­ti­scono libertà di cir­co­la­zione a merci e capi­tali, vie­tan­dola agli esseri umani per motivi di cit­ta­di­nanza, Tsi­pras, da uomo del Sud, parla di coe­sione sociale e ugua­glianza, ter­mini ormai desueti nel cir­colo dei governi euro­pei. Infatti, nelle stesse ore, a Palermo, il mini­stro dell’Interno Ange­lino Alfano, anche lui uomo del Sud, torna a par­lare di immi­gra­zione con il piglio del poli­ziotto: i 600 mila migranti che sulle coste afri­cane aspet­tano di attra­ver­sare il Medi­ter­ra­neo (secondo la stima del capo del Vimi­nale) dovranno essere fer­mati dal Fron­tex, e l’Europa, è la linea di Alfano, «deve pro­teg­gere i pro­pri con­fini». Passa qual­che ora e Tsi­pras, che in serata ha incon­trato la comu­nità greca di Palermo al cinema Impe­ria, replica: con buona pace del mini­stro, se tanta gente vuole venire in Europa non sarà lo spau­rac­chio del Fron­tex a fer­marla. Un’ Europa dei popoli non può pre­clu­dere il diritto alla vita, a un domani migliore, a un lavoro, a una casa, se l’unica colpa di chi sce­glie di con­se­gnare il suo futuro a un viag­gio della spe­ranza, è quella di fug­gire da guerre e mise­ria. Piut­to­sto, le poli­ti­che di con­tra­sto hanno tra­sfor­mato il Medi­ter­ra­neo «in un cimi­tero di anime».

Tsi­pras parla ad Alfano, ma soprat­tutto ai delu­denti lea­der euro­pei, come Fran­cois Hol­lande, che a forza di asse­con­dare i con­cetti dei con­ser­va­tori, ha tra­sfor­mato il volto della social­de­mo­cra­zia euro­pea, «facen­dola sem­pre più ras­so­mi­gliare alla destra».

Per Tsi­pras, quella Palermo civile che si batte con­tro la cor­ru­zione, è un esem­pio da seguire. La sua seconda tappa paler­mi­tana è l’Albero Fal­cone, davanti al palazzo di via Notar­bar­tolo dove abi­tava il magi­strato ucciso dalla mafia nel ’92. L’altra tappa è la lapide che ricorda Pio La Torre, il par­la­men­tare del Pci ucciso da Cosa nostra nell’82 insieme al suo col­la­bo­ra­tore Rosa­rio Di Salvo. Un omag­gio, quello di Tsi­pras, agli uomini della resi­stenza, a un magi­strato anti­ma­fia e a un paci­fi­sta, che oltre trent’anni fa si battè con­tro l’installazione dei mis­sili nucleari a Comiso. Ed è la resi­stenza che Tsi­pras chiede agli euro­pei con­tro la «bar­ba­rie» dell’Europa dei tec­no­crati che ha messo in ginoc­chio la Gre­cia e l’Italia. Un segnale forte con­tro le poli­ti­che di Angela Mer­kel e il suo sogno di «un’Europa tede­sca». Alla can­cel­liera dice che respinge «il ricatto dell’uscita dall’Euro delle eco­no­mie: restiamo nell’area comu­ni­ta­ria come mem­bri pari­tari. Dob­biamo essere tutti uguali».

A chi gli parla di divi­sioni nello schie­ra­mento che lo sostiene, Tsi­pras ribatte che l’unità è acqui­sita, ma la sini­stra deve cer­care nuove strade e nuova espres­sione». E la nuova strada che la pal­lida sini­stra ita­liana pensa di aver tro­vato con Renzi, non com­muove per nulla il capo di Syriza. Quando gli chie­dono cosa abbia in comune con il segre­ta­rio del Pd, si lascia andare a una bat­tutta: l’età. Dopo un a pausa aggiunge: lui tifa Fio­ren­tina, io Pana­tha­nai­kos. Nem­meno sul cal­cio potranno mai tro­vare una convergenza.

Infine, men­tre sta per uscire dalla sala della con­fe­renza stampa, incro­cia Nicola Cipolla, l’ex sena­tore del Pci, oggi più che novan­tenne e più che mai bat­ta­gliero. Con lui non divide l’età, ma sui valori della sini­stra l’accordo è totale.

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