Rifondazione comunista, Ferrero non molla


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Sul banchetto all’ingresso del sala spiccano un libro con l’immagine del volto, pulito e rassicurante, del leader della sinistra europea Alexis Tsipras e l’immancabile maglietta rossa con la stampa della più celebre foto di un barbuto Ernesto Che Guevara, el guerrillero heroico, scattata da Alberto Korda nel lontano 1960. Tsipras e Che Guevara sono le due facce della «due giorni» di riflessioni e dibattito organizzata a Roma nel fine settimana da Rifondazione Comunista proprio per rilanciare il partito. Il premier greco rappresenta l’esempio; il combattente della rivoluzione cubana è il legame con la tradizione. «C’è bisogno di rilanciare l’iniziativa comunista» tuona Paolo Ferrero che di Prc è il segretario. «Bisogna partire dal sociale – aggiunge – dobbiamo costruire una sinistra unita contro e fuori dal centrosinistra».

In sala ci sono centinaia di militanti che applaudono. Il modello è ovviamente Syriza, il partito dell’estrema sinistra greca che è riuscito a conquistare il governo alle ultime elezioni: «Vogliamo creare un movimento di massa contro l’austerità per bloccare queste politiche che stanno distruggendo le prospettive di vita degli italiani», sottolinea Ferrero.

Le parole ricordano quelle pronunciate dal leader della Fiom Maurizio Landini per lanciare la sua «Coalizione Sociale». «Quello di Landini è un ottimo progetto – commenta il segretario di Rifondazione – abbiamo bisogno che la società si organizzi. La Fiom fa benissimo ad avanzare questa proposta che spero venga accettata anche dalla Cgil. Noi abbiamo bisogno di fermare le politiche di austerità. E, in tal senso, la società civile di Landini può essere un interlocutore fondamentale». Duro il giudizio sul premier Matteo Renzi: «Il tesoretto? Renzi racconta un mucchio di bugie: con una mano raccoglie decine di miliardi, massacrando sanità e istruzione pubblica, intanto dice che c’è qualche soldo per i poveracci».

«C’è bisogno di rilanciare l’iniziativa comunista», ripete Ferrero. Parole pronunciate proprio mentre Cuba, l’ultimo paese comunista, si sta riconciliando con gli Usa di Obama: «Attenzione – avverte il segretario del Prc – non è caduto l’ultimo baluardo comunista, ma è caduto il muro che gli Usa mettevano contro Cuba. Dopo 50 anni di blocco, ha vinto Cuba ed hanno perso gli Stati Uniti e la loro politica sbagliata. Sono loro che hanno fatto un passo indietro».

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