Processo No Tav, Prc: «Sentenza politica». Ferrero: «Condannate anche me»


Pubblicato il 27 gen 2015

«Le condanne ai No Tav, – ha commentato Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea – al processo nel quale anche io ho testimoniato in merito ai fatti del 27 giugno e del 3 luglio 2011, quando fu sgomberata la Maddalena e con gli altri No Tav fui vittima del pesantissimo lancio di lacrimogeni delle forze dell’ordine, sono il segno di una giustizia che funziona secondo due pesi e due misure e si accanisce in modo spropositato contro chi resiste a un’opera inutile e dannosa. La mia solidarietà agli attivisti condannati. E’ intollerabile che la Val Susa sia diventato un mero problema di ordine pubblico e repressione della protesta, mentre le ragioni della popolazione restano inascoltate. La lotta contro la Tav continua: condannate anche me».

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Siamo in presenza di una sentenza politica. Pure in presenza, in taluni casi, di una riduzione complessiva delle pene -rispetto a quelle chieste dal P.M – quelle comminate dal Tribunale di Torino al maggior parte dei 53 NoTav imputati per gli scontri scoppiati nell’estate del 2011 al cantiere di Chiomonte sono una ingiustizia. Soprattutto sono il frutto di una operazione politica di criminalizzazione della protesta rivolta  contro la distruzione di una Valle. La verità è che in tutti questi anni con il brusco irrigidimento delle risposte politiche, la militarizzazione del territorio, l’istituzione delle zone rosse si è voluto scientemente ridurre il conflitto a pura questione di ordine pubblico,  a uso della forza, a esercizio dell’azione penale a senso unico. La Val Susa è stata trasformata in un laboratorio di repressione. Una strategia irresponsabile che ha inasprito i problemi anziché risolverli. Non è giusto che a pagare questa linea di condotta siano i No Tav che hanno protestato. Ai No Tav condannati va la nostra solidarietà. Con la repressione e anni di carcere non si ferma una protesta giusta e sacrosanta che va avanti da 25 anni. La lotta contro lo scempio e lo spreco di un’opera inutile e devastante andrà avanti più che mai in forme partecipate e popolari.

Per Eleonora Forenza, eurodeputata Gue/Ngl «è l’ennesimo episodio di inaudita repressione contro il movimento che lotta contro lo scempio del territorio della Val di Susa. Quando visitai il cantiere dell’alta velocità, pochi mesi fa, come eurodeputata, vidi coi miei occhi esattamente questo: la distruzione ambientale e il tentativo continuo di mettere a tacere la protesta. Continuerò anche da Bruxelles, oltre che da attivista, a sostenere le ragioni della popolazioni della Val di Susa e del movimento che si oppone all’alta velocità sulla Torino-Lione: ora e sempre No Tav».

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