A proposito dell’assemblea di “Essere Comunisti”


Gli scorsi 28 e 29 giugno abbiamo partecipato alla “due giorni” romana dell’area Essere Comunisti, che ha visto una cinquantina di compagne e compagni dare vita a un dibattito franco e approfondito. Sulla scia della discussione ivi svoltasi e dell’intervento conclusivo di Claudio Grassi, che non ha fugato alcune perplessità di fondo (nostre ma, ne siamo convinti, nell’ambito dell’area non solo nostre), intendiamo specificare quanto segue.

Non siamo né ciechi  né ipocriti e quindi vediamo bene le gravi difficoltà in cui si dibatte il Prc, sia dal punto di vista dell’organizzazione interna e dell’iniziativa del partito, sia da quello del conseguimento di un decente consenso elettorale, come dimostrano i risultati delle elezioni amministrative svoltesi contemporaneamente alle elezioni europee. Una crisi che non riteniamo sia risolvibile con mere scorciatoie politiciste. D’altra parte nessuna delle forze politiche organizzate alla sinistra del Pd può dirsi oggi in buona salute. In particolare, le travagliate vicende di Sel, che pur guardiamo con rispetto, rivelano la crisi profonda dell’asse strategico che ha presieduto alla scelta di dar vita a quella formazione politica. Detto ciò, siamo e restiamo militanti e dirigenti del Prc senza ambiguità e con la lealtà di comportamento che non deve venire meno finché sussiste l’appartenenza ad una forza politica. Ciò va mantenuto, anche davanti ad altrui gravi scorrettezze, che come area di Essere Comunisti abbiamo giustamente criticato ma che è nostra intenzione contrastare con le modalità proprie della discussione interna di una forza che faccia esplicito riferimento alla storia e alla cultura del movimento operaio.

Stiamo nel Prc, confermando comunque un duplice impegno: operare per costruire forme di aggregazione di ciò che esiste a sinistra del Partito Democratico e, entro questo ambito, per rigenerare e irrobustire un riferimento organizzato delle comuniste e dei comunisti. Consideriamo imprescindibili entrambi questi impegni  e valuteremmo negativamente il venir meno dell’uno o dell’altro.

Marco Amagliani, Giovanni Barbera, Luca Cangemi, Rolando Dubini, Simonetta Friani, Stefano Friani, Alessandro Leoni, Dmitrij Palagi, Marco Pondrelli, Bruno Steri.