PROGRAMMA ELETTORALE 2009


CONTRO LA CRISI - E’ sotto gli occhi di tutti come, a partire dai primi mesi del 2009, la portata della crisi economica abbia determinato un arretramento senza precedenti nella storia: aumento vertiginoso della cassa integrazione e della disoccupazione, endemicità del precariato e crescita della povertà in fasce sempre più diffuse della popolazione. Riteniamo fondamentale quindi adottare misure straordinarie che contribuiscano, se non a risolvere il problema, quantomeno ad alleviarne gli effetti che riteniamo devastanti per la stabilità dei nuclei familiari:
1- creare d’intesa tra Comuni, Province e Regioni, fondi di solidarietà per i lavoratori in cassa integrazione finalizzati sia all’anticipazione delle spettanze sia a misure di solidarietà e di sostegno alle lotte.
2- nessun aumento delle tariffe dei servizi (asili nido, refezione, ecc.) e previsione di una fascia di esenzione o del suo ampliamento per le famiglie monoreddito dei lavoratori con un reddito netto inferiore ad € 15.000 l’anno.
3- sospensione delle rate dei mutui per la prima casa, attraverso convenzioni con gli istituti di credito, per il periodo previsto di cassa integrazione dei lavoratori del territorio e senza oneri per i beneficiari dell’allungamento della durata del mutuo stesso.
4 – attente verifiche fiscali su chi accede ai servizi locali a domanda individuale per evitare che chi più evade sia favorito nell’accesso agli stessi.

AUTONOMIA FINANZIARIA E GESTIONE DELLE RISORSE - Con la legge Tremonti e la successiva finanziaria si è definito un taglio gigantesco che assume proporzioni feroci per il 2010 e 2011 (per i comuni: meno 2350 milioni di euro per il 2010 e meno 4160 per il 2011); un vero e proprio attacco all’autonomia finanziaria dei comuni e degli enti locali che mina la stabilità degli stessi costretti a ricorrere a privatizzazioni o alla soppressioni dei servizi, creando una vera e propria dipendenza dalla finanza nazionale che penalizza gli investimenti e le scelte degli enti locali. In questa legislatura ci proponiamo di adottare alcune scelte prioritarie in materia di bilancio e di politica finanziaria di enti locali tese a rendere praticabile la tutela nei bilanci delle esigenze dei ceti più deboli e per non essere quindi costretti a tagliare politiche sociali o aumentare tariffe dei servizi. In particolare proponiamo di lavorare sulle entrate correnti:
ICI - visto che i comuni non percepiscono più, a partire dal 2008, l’entrata proveniente dalla prima casa è bene intensificare l’azione relativa alla evasione-elusione, sia per quanto riguarda gli altri immobili soggetti ICI, sia per gli ex fabbricati rurali. Sponsorizzazioni - Sono indispensabili per molte iniziative, soprattutto di carattere culturale e di educazione ambientale.
Intendiamo intervenire anche sulla riduzione delle spese correnti:
Riduzione delle consulenze e degli incarichi, valorizzando il più possibile le risorse interne, riducendo o azzerando le progettazioni affidate all’esterno,
Riduzione delle spese di rappresentanza e collegate significa meno pranzi di lavoro, meno missioni, arredi più economici, utilizzo consapevole dei mezzi in affido (auto, cellulari, ecc.);
Razionalizzazione dei Contributi. Verificare chi sono i soggetti che li percepiscono, valutare da quanti settori li percepiscono e limitarsi a quelli produttivi di reali effetti sociali e/o culturali;
Ridimensionamento dell’erogazione contributi ai privati, in particolare alle scuole parrocchiali (oltre 80 mila Euro stanziati nel bilancio comunale 2008) già abbondantemente foraggiate tramite contributi statali e regionali.

DEMOCRAZIA PARTECIPATA - Una opinione pubblica consapevole ed il coinvolgimento partecipato della cittadinanza rappresentano condizioni essenziali per uno sviluppo democratico del sistema politico locale. Il nostro comune è attualmente luogo di amministrazione burocratica sottratto per lo più alla volontà del cittadino. Crediamo sia ora di invertire la rotta rendendo protagonisti i cittadini non solo dinnanzi alle urne ma anche, e soprattutto, dopo la tornata elettorale. Sino ad oggi gli amministratori ricevono dall’elettorato una delega in bianco, per la quale ci si sente autorizzati a poter comandare senza interpellare più il cittadino, instaurando una sorta di “dittatura della maggioranza” dinnanzi alla quale ogni forma di opposizione risulta vana. Noi vogliamo che siano i cittadini a scegliere e a decidere attraverso quello che chiamiamo Democrazia Partecipata, attraverso cioè un modo nuovo di amministrare gli enti locali: i cittadini sono chiamati a “partecipare” al governo dei comuni attraverso forme di democrazia diretta, come assemblee di frazioni, consultazioni referendarie, ecc. garantite ai cittadini attraverso specifici strumenti legislativi. In particolare proponiamo di intervenire con:
- la realizzazione del Bilancio Partecipato, attraverso il quale la città è chiamata ad essere protagonista diretta nella destinazione annuale di parte delle risorse del bilancio comunale;
- la realizzazione del Bilancio Sociale, mediante il quale l'Amministrazione comunica alla città gli obiettivi perseguiti, le azioni intraprese e i risultati ottenuti;
- l’elaborazione della Carta dei Servizi, allo scopo di agevolare i cittadini nel rapporto con il Comune.

SERVIZI ALLA PERSONA - “Welfare” in inglese significa “benessere”, ed in termini pratici si traduce in “stato sociale”, dove i servizi alla persona devono garantire il benessere e l’eguaglianza sciale. Questa definizione risulta necessaria per capire che a Reggiolo lavorare sul Welfare significa prima di tutto re-impadronirsene, dato che i servizi alla persona del nostro comune sono stati svenduti a colpi di maggioranza contro il parere di parte della società civile (sindacati, gruppi consiliari, cittadini e il personale impegnato) con la quale si è rifiutato un confronto pubblico e serio. In nome di un mero risparmio economico, si è proceduto all’appalto a cooperative terze di lavoratori perlopiù interinali con contratti di lavoro molto lontani dal poter garantire tranquillità e solidità agli operatori e di conseguenza buoni servizi alle utenze. Il nostro partito si è battuto negli ultimi anni per la gestione diretta di Asilo nido e Casa Protetta e non di un controllo solo esterno, servizi che peraltro, nella nostra provincia, hanno in passato raggiunto livelli altissimi di qualità tanto da attirare le invidie e gli interessi di tutto il mondo. Ribadiamo la volontà primaria di riappropriarci dei servizi comunali che compongono lo stato sociale per poi procedere ad una loro rivalutazione e riqualificazione.

SCUOLA - Stiamo vivendo un periodo di grandi e molto discusse riforme dell’istituzione scolastica che spande un alone di incertezza e sconforto in genitori ed insegnanti. Cosa accadrà a settembre? Ciò che possiamo fare ora è cercare di garantire una vera e concreta valorizzazione della scuola pubblica, di sostenere l’educazione, di investire, e di non tagliare, sulla formazione, collaborando con le diverse agenzie formative e non, presenti sul nostro territorio. L’ottica vincente è sicuramente quella di apertura, di ascolto e di appoggio a tutto il sistema formativo del nostro comune ed ai suoi utenti, creando rapporti caratterizzati dal dialogo e dalla reciproca fiducia e trasparenza, il tutto partendo dal presupposto che proprio tra i banchi di scuola nascono e crescono nei nostri figli valori quali l’integrazione, il senso civico, il rispetto dell’altro e dell’ambiente; proprio e solo tra i banchi di scuola può germogliare il nostro futuro sul quale non è consentito risparmiare.
In virtù di ciò non possiamo garantire o pubblicizzare scelte o manovre specifiche, che potrebbero essere disilluse da un decreto ancora in discussione in parlamento, ma certamente il nostro impegno verrà rivolto direttamente nei confronti delle nostre scuole, quelle pubbliche, quelle nelle quali crediamo debbano formarsi al meglio le generazioni che guideranno il nostro paese in futuro; una nuova organizzazione della mensa e dei buoni pasto, dall’asilo nido alle scuole medie, per poter garantire l’utilizzo del servizio a tutti e con le stesse modalità. Certo non verranno meno gli aiuti alle scuole private che offrono da sempre un servizio in grado di poter sopperire all’eventuali sovra richieste, ma i denari pubblici non verranno regalati a nessuno e saranno volti allo sviluppo di un processo che vada di pari passo con le esigenze di una formazione di alta qualità e quindi continuamente monitorato e integrato, evitando dunque che una cattiva gestione dell’equilibrio pubblico/privato possa mettere tra di loro in concorrenza i servizi scolastici o peggio ancora favorire il privato rispetto al pubblico.

LAVORO – Il problema del lavoro riguarda tutti ma a pagarne il prezzo più alto è una generazione intera, una generazione di giovani costretti al lavoro ad intermittenza, sfruttata dai caporali, sottopagati, privati dei diritti ma costretti ai doveri; ragazzi e ragazze condannati dall’ansia di non farcela, costretti a vivere con i genitori poiché l’indipendenza economica viene loro negata dalle regole di un mercato spietato che non permette di guardare avanti ma li costringe a vivere alla giornata. L’obiettivo deve essere la stabilizzazione dei rapporti di lavoro mediante contratti a tempo indeterminato che ridiano sicurezza e stabilità in modo da poter pianificare un progetto di vita futura. Situazione analoga si riscontra anche nella pubblica amministrazione. L’ideologia Brunettiana deve indurci a salvaguardare ancor di più la dignità ed i diritti di tutti i lavoratori.
Riteniamo quindi anacronistico condurre la lotta contro il precariato, contestando le scelte economiche dei “padroni”, senza superare poi il precariato negli enti locali (cosa che si verifica anche nel nostro comune). Diviene imperante investire in formazione e qualità dei pubblici dipendenti al fine di giungere ad una deprecarizzazione della Pubblica Amministrazione, attraverso piani pluriennali di assorbimento delle risorse.

URBANISTICA, VIABILITA’, AMBIENTE - Nuovo valore agli spazi aperti, al recupero sociale, alla mobilità e alla tutela ambientale. Questo è l’impegno che ci prendiamo sin da ora per far sì che il nostro paese diventi sempre più a misura d’uomo, poiché non vogliamo aspettare che tutto sia cementificato ed inquinato per accorgerci che il denaro non è aria per i nostri polmoni. Proprio perché il tema è di estrema attualità e i lavori da fare sono tanti e continui nel tempo, è necessario fare attenzione nello spendere i denari pubblici. Il nostro motto: “meno forma più sostanza”. Siamo contrari agli inutili sprechi derivanti dall’abbellimento eccessivo delle opere pubbliche, e dall’eccessiva fretta nella realizzazione degli interventi che porta spesso a rifacimenti ravvicinati nel tempo con grande dispendio di denaro. Alla base di tutto ci deve essere una pianificazione sapiente che mira ad un disegno organico che non può essere il frutto dell’accordo di sporadici interventi ad opera dei privati. Alcuni obiettivi prioritari:

- recupero delle aree periferiche e loro valorizzazione, nonché delle strutture entrate in disuso (Scuola di Villanova, area ex Coop Nord-est);
- ampliamento degli spazi aperti e di verde pubblico attrezzato;
- realizzazione del piano del traffico che punti alla realizzazione di una viabilità meno caotica ed inquinante adoperandosi per un dialogo con la provincia e gli enti preposti per la realizzazione della Cispadana atta al traffico pesante;
- incremento del servizio di trasporto pubblico come collegamento tra i centri dove risiedono servizi di primaria necessità (ospedale, scuole, ecc.)
- individuazione dei tracciati idonei per la realizzazione di piste ciclo-pedonali che colleghino il centro del paese con le frazioni di Brugneto e Villanova;
- predisposizione della viabilità interna pedonale ove non è prevista (Via Borgo Trieste), e delineamento di un tracciato completo della rete ciclo-pedonale interna ;
- predisposizione degli impianti di depurazione necessari ove non ancora eseguiti;
- valorizzazione delle aree vallive, patrimonio naturale della nostra comunità, attraverso percorsi naturali guidati volti a sensibilizzare ed ad avvicinare il cittadino alla natura.

La tematica ambientale oggi è strettamente collegata agli impegni di Kyoto. Il governo italiano, clamorosamente in ritardo nell’applicazione del protocollo, pensa oggi ad un ritorno del nucleare a distanza di 20 anni dal referendum. La nostra risposta è un “NO” secco, a prescindere dall’individuazione dei siti atti a tale scopo. Tralasciamo le considerazioni sulla pericolosità di questa tecnologia ribadendo la nostra contrarietà a scelte che vanno nella direzione opposta a quella presa dagli altri paesi europei che puntano sempre più sulle fonti rinnovabili ed energie alternative.

RIFIUTI ZERO - Lo smaltimento dei rifiuti è un tema assai delicato che viene spesso trattato con superficialità o senza la dovuta attenzione. Una corretta politica dei rifiuti deve obbligatoriamente passare attraverso il coinvolgimento del cittadino, dal momento in cui acquista un prodotto al momento nel quale questo prodotto viene gettato. Fondamentale è dunque una crescita culturale ed una maggior consapevolezza e sensibilizzazione del cittadino che può divenire parte della soluzione al problema, collaborando con acquisti più responsabili e favorendo il riuso e il recupero degli scarti. Oggi la maggior parte dei rifiuti viene sotterrata o bruciata negli inceneritori. La via è senza dubbio quella più facile ma allo stesso tempo anche la più dannosa per l’ambiente in cui viviamo. A questo si aggiunge, lo si tocca con mano anche nel nostro comune, la difficoltà nel gestire una differenziazione dei prodotti e la sempre più difficile sostenibilità degli aumenti tariffari per la gestione di tale servizio.
È necessario introdurre il servizio di raccolta differenziata “porta-a-porta”; questo modello si è dimostrato efficace ed economicamente conveniente in molte comunità italiane e nei comuni limitrofi al nostro che da anni lo utilizzano. Una differenziazione coscienziosa che premia finalmente i cittadini diligenti penalizzando chi non si adopera ad una corretta politica di smaltimento in modo da far ricadere il maggior costo su quest’ultimi e non sull’intera collettività.

ASSOCIAZIONI PER IL VOLONTARIATO - Di questi tempi, dove i trasferimenti di risorse dallo stato difettano sempre più e dove la scure capitolina opera inesorabile tagli su qualsiasi settore della società civile (anche il più essenziale), il volontariato è da considerarsi una vera e propria manna dal cielo. Anche sul nostro territorio comunale sono presenti importanti realtà nate dalla volontà dei cittadini di dare risposte a problemi non risolti o spesso non affrontati dagli enti preposti. Queste associazioni, che sfuggono alla logica del profitto, sono la linfa vitale in una società menefreghista che antepone bilanci e numeri alle esigenze più elementari dei cittadini. La presenza del volontariato però, “non può essere l’alibi per la quale un amministrazione si senta autorizzata a lavarsene le mani”, abbandonando la nave in un oceano di problemi, tutt’altro: esso deve servire da stimolo affinché il Comune diventi parte attiva sostenendo e incentivando sempre più tali attività. E’ Indispensabile che godano tutte di pari dignità a prescindere dalla tipologia, dall’importanza e dalla portata delle stesse. Pertanto una volta riconosciutone l’effettivo valore sociale diviene imperante adoperarsi per:
- fornire sedi idonee riscaldate che consentano di svolgere le mansioni quotidiane;
- provvedere all’acquisto delle attrezzature e dei materiali richiesti;
- programmare incontri periodici per relazionare sull’andamento dell’associazione e sulle eventuali esigenze sopravvenute;
- pubblicizzare attraverso i canali amministrativi la natura, l’importanza e l’attività degli stessi.

DISABILI - Essere disabili di per sé non è un problema; esso lo diventa nel momento in cui la società tarda nel dare risposte a questa condizione. Dire che a Reggiolo non si sia fatto niente sarebbe dire il falso, ma sostenere che non ci sia molto altro da fare, lo sarebbe doppiamente. Pensiamo a qualche piccola scena di vita quotidiana: non è accettabile che non possano salire sui mezzi pubblici, che una carrozzina non riesca a transitare sul marciapiede o attraversare un parco, e ancora che non sia possibile l’accesso ai servizi igienici di locali pubblici e privati. E’ necessario abbattere tutte le barriere architettoniche a partire da quelle mentali. Bisogna comprendere che non c’è nulla da temere dalla diversità poiché rappresenta una condizione naturale dell’esistenza, occasione di scambio e arricchimento reciproco. Ecco perché il comune non deve abbassare la guardia dinnanzi a ciò (cosa capitata più volte in passato) ma deve continuamente dare risposte che siano in grado di favorire la completa autonomia di queste persone. Quello che ai nostri occhi appare un semplice ostacolo, quale il marciapiede stretto, lo stradello ghiaiato, lo scalino, ecc. rappresenta per il disabile una barriera insormontabile che lo pone quotidianamente dinnanzi ai propri limiti costringendolo alla permanente dipendenza da altri. Ribadiamo quindi la necessità e l’urgenza di alcuni interventi in merito:
- approntamento di una corsia preferenziale all’interno del Sartoretti per gli spostamenti tra le strutture del centro;
- predisposizione di marciapiedi a misura di disabile quando si interviene in rifacimenti o opere nuove;
- progressivo abbattimento di tutte quelle barriere architettoniche che persistono (sia nel pubblico che nel privato) mediante emanazione di regolamenti;
- sostegno e finanziamento di iniziative, progetti culturali, di socializzazione, di svago, che prevedano il coinvolgimento dei giovani disabili stessi.

L’INFORMAZIONE - L’informazione è oggi fonte primaria per liberarsi dal germe dell’ignoranza, indispensabile per rendere una società più libera, coerente e consapevole. A fianco dei giornali e dei media, abbiamo a disposizione oggi una risorsa che è stata definita “la finestra sul mondo”: internet. La nostra proposta, tenendo in considerazione anche la multietnicità della nostra comunità, è quella di predisporre, a spese dell’amministrazione, una rete wireless a copertura totale del territorio comunale che consenta non solo un accesso veloce ai differenti canali d’informazione messi a disposizione dalla rete ma anche la possibilità di mantenere contatti e stabilire relazioni sociali in modo semplice e gratuito per i cittadini utenti.

INFORMAGIOVANI E ORIENTAMENTO AL LAVORO - Come dice la parola stessa, l'Informagiovani è una tipologia di servizio volta a fornire informazioni ai giovani nell'ambito di formazione, tempo libero, vita sociale e lavoro. Proprio quest’ultima assume una certa rilevanza per il giovane che si appresta a concludere il ciclo di studi e che intende affacciarsi al mondo del lavoro in modo definitivo, senza avere una percezione chiara dell’universo lavorativo, frutto dello scarso legame tra scuola e mondo del lavoro. Una vera e propria attività di orientamento organizzata in collaborazione con aziende o professionisti del settore potrebbe rappresentare un valido aiuto per chi cerca e per chi vuole (o è costretto) a cambiarlo.

SPORT - Intendiamo lo sport non solo come divertimento o fonte di benessere ma come ciò che contribuisce a favorire l'integrazione sociale e la cultura della solidarietà. Per questo oltre all’apporto dato dalle associazioni sportive presenti sul territorio comunale, crediamo sia un bene diffondere tale cultura mediante la creazione di aree sportive libere e diversificate che consentano a chiunque di praticare le più diverse discipline sportive in modo autonomo, sicuro e gratuito. Tenendo conto dello sviluppo residenziale che il nostro paese ha avuto in questi ultimi anni (zona nord-est/sud-est) proponiamo di sfruttare l’attuale parco “Chico Mendez” per la realizzazione di piattaforme per il pattinaggio, skate, ecc. da inserirsi all’interno dell’anello utilizzato dalla società ciclistica senza sottrarre ulteriori spazi al verde pubblico creando un polo sportivo complementare all’area che gravita intorno al “Parco dei Salici”.

AREA “PRADELLE” - Il tempo trascorso dalle ultime elezioni non è bastato a farci cambiare idea anzi, i recenti sviluppi, hanno contribuito a rafforzare le nostre convinzioni. Oggi più che mai l’area “Pradelle” necessita di essere recuperata poiché con la sistemazione delle adiacenze della rocca sono venuti a mancare posti auto per servire il centro del paese. Crediamo che dinnanzi ad un progetto concreto l’amministrazione, con l’ausilio dei cittadini stessi, possa far rimuove un vincolo che non trova ragion d’essere.
Ribadiamo la necessità di un suo utilizzo mediante la predisposizione di un’area attrezza dove può trovare spazio sia il verde che un’area parcheggio, utilizzabile anche come fermata Bus, mercato, Fiera. D’altronde crediamo che nemmeno i conservatori più convinti possano andare fieri di avere sotto gli occhi ogni venerdì (in pieno centro storico, a due passi dalla rocca e davanti a Villa Fassati) un parcheggio abusivo o peggio ancora una palude nella stagione invernale-primaverile.

GIOVANI E MUSICA - Crediamo che le potenzialità dei reggiolesi siano molte e crediamo altresì che troppo spesso queste potenzialità non vengano considerate o peggio frenate da un cattivo utilizzo degli spazi a disposizione del nostro comune. Senza dover promettere oro a nessuno, anche perché siamo consapevoli che le casse non lo permetterebbero, crediamo che risulterebbe relativamente facile poter predisporre, in relazione anche agli ultimi sviluppi e potenziamenti della nuova scuola di musica, una “sala prove”. Negli ultimi anni il nostro paese ha visto un proliferare di gruppi musicali e band anche molto giovani che spesso sono costretti ad organizzarsi in scantinati di fortuna o spostarsi fuori sede per suonare, convinti che nella musica e nei gruppi di vario genere siano insiti tutti quei valori culturali di cui il nostro futuro abbisogna, riteniamo sia logico e doveroso adibire uno spazio pubblico e gratuito, gestito direttamente dall’amministrazione ed eventualmente dalla scuola di musica, che permetta di poter dare linfa vitale al nostro sottobosco musicale e che permetta inoltre, anche a chi nella musica sta muovendo i primi passi, di potersene appassionare.

PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO - Il fatto che oggi Il teatro ed il palazzo Sartoretti sono in piena fase di ristrutturazione è già un inizio. Nota dolente rimane invece la rocca di Reggiolo. Nonostante i soldi spesi in questi anni (consolidamento mura, pavimentazione interna, manutenzione ordinaria e straordinaria), il monumento più rappresentativo di Reggiolo stenta nel trovare una giusta collocazione. Da quando è stata accantonata l’idea di spostarvi la biblioteca, la rocca sembra essere caduta nel dimenticatoio. Oggi vi trovano posto alcune associazioni del paese ma in sostanza rimane un monumento chiuso e scarsamente frequentato dal cittadino (ad eccezione delle due o tre feste paesane). Noi crediamo, come già detto 4 anni fa, che possa assolvere diverse funzioni tra cui quella di essere un valido contenitore per i giovani del paese. Sulla scia dell’esperienza di altri comuni potrebbe essere utilizzato per mostre, laboratori, cinema estivo, teatro all’aperto, ecc.

PARCO DEI SALICI - Il parco dei salici, difficilmente utilizzabile nella stagione invernale, potrebbe essere un ottimo contenitore per la stagione che va dalla primavere alla fine dell’estate. L’attuale utilizzo (festa della birra e poche altre manifestazioni) confermano che quest’area è poco utilizzata rispetto al suo potenziale. Vorremmo che diventasse un parco attivo anche durante il resto del tempo, magari aprendolo liberamente al pubblico nei fine settimana proponendo attività di animazione e attività ludico-ricreative per bambini e famiglie. Può essere anche utilizzato come spazio dato in gestione ai giovani per la realizzazione di feste, manifestazioni ed eventi di breve durata.