“25 ottobre” un film per la memoria e per il futuro


Pubblicato il 23 gen 2015

di Loredana Fraleoneredazionale

Difficile raccontare le emozioni, specialmente quando sono variegate e complesse, come quelle di migliaia di partecipanti alla manifestazione del 25 ottobre indetta dalla CGIL, dove l’elemento comune a tutti e tutte sembrava la voglia di essere protagonisti di un evento politico che facesse uscire da una quotidianità di sofferente subalternità, con le tante sfaccettature che andavano dalla rabbia alla speranza, dalla testimonianza alla volontà di lottare.

Una giornata di riscatto per il lavoro, ma anche contro il lavoro duro e non tutelato, per quei diritti che appartengono a un passato tutto da riconquistare.

Eppure il film collettivo, coordinato da Citto Maselli, sulla manifestazione del 25 0ttobre è stato capace di restituire tutto questo e molto altro ancora, tutto ciò che le parole non possono raccontare e che invece riesce a fare lo straordinario strumento che è il cinema.

Di questi poveri tempi, la memoria è spesso sopraffatta dal bombardamento comunicativo, a cui siamo sottoposti e la proiezione del film documentario “25 ottobre” alla Casa del Cinema di Roma, del 14 gennaio, ci ha riportato ad un evento che sembra molto più lontano dei neanche tre mesi trascorsi, rinnovando non solo le emozioni di quel giorno ma anche le domande che nelle testimonianze raccolte vengono poste con passione e speranza.

Le domande e le asserzioni di volontà di lotta e di resistenza, di non cedere alla sottrazione dei diritti, di cui l’articolo 18 ha rappresentato il simbolo più evidente nella manifestazione, sembrano vivere ancora in una grande domanda politica che apre possibilità alla politica. L’efficacia con cui il film ci consegna, per l’oggi e per il domani, questa domanda è quella, per chi ha veramente a cuore le sorti del mondo del lavoro, che lo fa apprezzare al di là degli aspetti estetici delle immagini, dei volti e dei corpi abbelliti da una riconquistata dignità sapientemente colta dal film.

LOREDANA FRALEONE

redazionale

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